sabato 11 agosto 2018

Piante di castagno in vaso

Disponibilità di piante di castagno della varietà ' Bouche de Betizac'.
ronco.renato@libero.it

martedì 15 maggio 2018

Renato Ronco dal Salone Internazionale del Libro di Torino 2018

Renato Ronco dal Salone Internazionale del Libro di Torino presenta "Succede nell’ombra del bosco vecchio" edito da BookSprint Edizioni.


domenica 15 aprile 2018

Presentazione del libro "Succede nell'ombra del bosco vecchio"

Sabato 21 aprile alle ore 17,00 a Caselle Torinese, in Via Cravero 6 la libreria Tempo Libro Education presenterà il libro "Succede nell'ombra del bosco vecchio".
Ci sarò anche io.

mercoledì 3 gennaio 2018

Intervista dell'Editore... "Succede nell'ombra del bosco vecchio"


Intervista con Renato Ronco, autore di "Succede nell'ombra del bosco vecchio"

1. Parliamo un po’ di Lei, dove è nato e cresciuto?

Sono nato in una famiglia contadina, in quegli anni in cui contadini usavano fare tutto da soli. Chi ha avuto questa fortuna a dieci anni sapeva già un sacco di cose, che nessuna scuola di oggi o di ieri può insegnare, ad esempio: sapeva fare il vino, il miele, il pane, il burro, allevare animali piccoli o grandi, accendere il fuoco, raccogliere i semi degli ortaggi, coltivare quasi tutto, usare gli attrezzi più comuni. Apprendere queste cose da bambino era una specie di gioco. Si imparava “facendo”, e le cose manuali sono indelebili. Sono cresciuto con questo rapporto privilegiato con la natura, con dei grandi maestri. I miei genitori.


2. Che libro consiglierebbe di leggere ad un adolescente?

Non mi è facile citare un libro… per un adolescente poi. Dovendo dirne uno suggerirei “Creature grandi e piccole” di James Herriot, per l’ironia nell’affrontare la quotidianità della vita, ma l’adolescente dovrebbe provare passione per la natura.


3. Cosa pensa della progressiva perdita del libro cartaceo a favore dell’ eBook?

Personalmente vedo il fatto come una perdita, non ho mai letto un libro in formato eBook, ma ritengo che presto o tardi il libro in forma cartacea sarà soppiantato. Mi sembra un incubo immaginare una biblioteca di eBook, mi mancherebbe persino l’odore della carta.

4. La scrittura è un colpo di fulmine o un amore ponderato?

Per me direi né uno né l’altro, intanto nel periodo scolastico facevo fatica a svolgere i temi. Il mio problema è sempre stato quello di essere estremamente conciso. Ho cominciato in tarda età, quando mi sono accorto che piaceva il mio modo di scrivere.


5. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

È nato un po’ per caso, ho un “bosco vecchio”, e ho pensato di inventare qualcosa di misterioso, magico, un gioco con me stesso. Dopo, man mano che la storia prendeva corpo ho iniziato a pensare che se lo arricchivo poteva anche diventare un libro, ma ho dovuto uscire dal bosco...


6. Quale messaggio vuole inviare al lettore?

Vorrei stimolare a sognare ad occhi aperti, a credere, coscienti di giocare, che possa esistere un soprannaturale, qualunque esso sia, perché lascia una speranza di fronte ai problemi più seri che si possono incontrare nella vita. Dopo questo, una sorta di messaggio nella storia che si sviluppa: il bene, o comunque la parte sana di una società, vincerà, ma occorre lottare per arrivare all’obbiettivo che ci poniamo di volta in volta. Sempre.


7. La scrittura era un sogno nel cassetto già da piccolo o ne ha preso coscienza pian piano nel corso della sua vita?

Non avrei mai immaginato di scrivere un libro. Non credevo neanche di essere bravo a scrivere. La svolta è avvenuta tardi. Ricordo un episodio che per me è stato significativo: Il Dirigente che avevo allora mi chiese di fare una relazione. Non era di mia competenza, scavalcava colleghi più alti di grado. Non capii allora, e ancora adesso me lo chiedo, se voleva crearmi complicazioni oppure mettermi alla prova. Rimase sorpreso (io anche), al punto che lesse la mia relazione in pubblico, facendomi i complimenti.


8. C’è un episodio legato alla nascita o alla scrittura del libro che ricorda con piacere?

Il libro è nato per caso come anche le varie vicende che lo compongono. Ricordo l’intensità del capitolo della “guarigione miracolosa”.


9. Ha mai pensato, durante la stesura del libro, di non portarlo a termine?

All’inizio non pensavo nemmeno che potesse diventare un libro, poi ha cominciato a prendere corpo. Ho avuto una fermata perché non trovavo un finale che mi soddisfacesse. Non so se sia un problema mio, ma le chiusure mi sono sempre state difficili, in ogni cosa.


10. Il suo autore del passato preferito?

Ho letto troppi libri e ho poca memoria. Non ho un autore preferito, per citarne uno Hemingway, ma ho letto con grande piacere i libri di Bernard Moitessier. Determinante la mia voglia di viaggiare, fin da bambino, oltre i confini visibili e l’abitudine di affrontare i problemi della vita, piccoli o grandi, da solo.


11. Cosa ne pensa della nuova frontiera rappresentata dall’audiolibro?

Encomiabile, doveroso dare la possibilità a chi non potrebbe leggere un libro di viverne la storia. Ho letto migliaia di libri, iniziando appena ho imparato a leggere. La mia vita è sempre stata all’insegna del “non ho tempo”, sono costretto tuttora a leggere nei ritagli di tempo, sottraendone anche al sonno. Penso alle ore “perse” in auto dove guidando non posso leggere, l’audiolibro mi farebbe superare questo limite.

venerdì 29 dicembre 2017

Dall'editore... "Succede nell'ombra del bosco vecchio"



La forza della natura e la sua immensa bellezza colorano in maniera quasi poetica queste pagine dell’Autore Renato Ronco che nel suo libro: “Succede nell’ombra del bosco vecchio”, riuscirà, già dal titolo, a trasportare fin da subito i lettori in un’atmosfera verde e assolutamente suggestiva.

Edito dalla BookSprint Edizioni e disponibile sia nella versione cartacea che nel moderno ebook, il romanzo parla della storia di Giovanni, un uomo ormai anziano e che, dopo un lungo peregrinare per il mondo, sceglie di ritirarsi nella vecchia casa di pietra nella parte più alta di un bosco vecchio che sovrasta un’incantevole valle. Vero e proprio paladino del bosco, Giovanni si ritroverà presto a fare i conti con una grave minaccia: l’attraversamento di un’autostrada che andrebbe a dilaniare e distruggere l’intero ecosistema della zona, un’ipotesi assolutamente inaccettabile, ma sempre più vicina.
Cosa fare per evitare tutto ciò?
 
Merito dell’autore è stato è stato di inserire un tema attualissimo come quello della salvaguardia dell’ambiente in una storia romanzata molto coinvolgente, regalando ai lettori immagini pittoresche e suggestive di paesaggi in cui troverebbe conforto ogni animo tormentato. Dall’intera vicenda, quindi, trapela un interesse incondizionato dello scrittore per la natura e per gli ambienti descritti; natura che cerca di opporsi con resistenza ad ogni intervento invasivo dell’uomo ricambiandone l’insensibilità e la malvagità.

Nato a Torino da una famiglia contadina, Renato Ronco si occupa professionalmente di riprodurre piante, selezionando nuove varietà e sperimentando coltivazioni “impossibili”. Soltanto recentemente ha scoperto il piacere di scrivere, raccontando delle sue esperienze da giardiniere e di viaggiatore curioso. Ha pubblicato articoli su La Stampa, Case &Country e Il Giardino Fiorito. Già autore di un altro libro: “Il Giardino delle regole infrante”, attualmente collabora con la rivista “Giardinaggio”.

mercoledì 22 novembre 2017

Succede nell'ombra del bosco vecchio

È uscito il mio secondo libro.
Nel primo c’erano le mie storie con le piante, questa volta è una storia a sé, completamente inventata, dove c’è una componente fantastica, perché mi piace avere la capacità di sognare, per superare le barriere del possibile. Marginalmente ho inserito qualcosa che avesse a che fare con le piante
(Una vita senza sogni è come un giardino senza fiori. Geltrude Beese)


"Succede nell'ombra del bosco vecchio" Book Sprint Edizioni, eBook e IBS libri. 
 

















…Dimenticavo, tutti gli utili derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti in beneficenza.

La rassegna dell'editore e l'intervista con Renato Ronco, autore di "Succede nell'ombra del bosco vecchio".

domenica 1 gennaio 2017

Flora Sudafricana - Haemanthus

Giardinaggio dicembre 2016 
Viviamo un periodo di globalizzazione, con lo spostamento di un gran numero di persone, anche solo per turismo e mi sorprende che la diffusione di piante provenienti da paesi lontani, anche se non isolati da un mare, come appunto il Sudafrica, sia così lenta. È molto più veloce l’invasione di certi parassiti, come è successo negli ultimi anni, a danno prima delle palme, poi dei castagni e del bosso, per ricordarne alcuni.

Per primo, parecchi anni fa, mi era arrivato un vasetto con un Haemanthus albiflos,

Vista la facilità nel coltivarlo successivamente ho voluto avere l’Haemanthus coccineus. Per ultimo, per ora, mi sono stati regalati alcuni Scadoxus. Ora mi manca, vorrei avere, una pianta di Boophone… la mania delle collezioni non finisce mai.
Non si incontrano facilmente, nei vivai o nei giardini gli Haemantus.
Sono piante che non resistono al gelo, ma possono svernare in una sera fredda è sufficiente che la temperatura non scenda sotto gli 0°, oppure vivono all’aperto nelle zone a clima mediterraneo.
Appartengono alla famiglia delle amarillidacee, famiglia che fa la parte del leone nella flora dell'Africa Australe, basta ricordare, oltre agli amarillis (ora Hippeastrum) che hanno dato il nome alla famiglia, le clivie, gli agapanthus.
Provenendo dall’emisfero sud, dove le stagioni sono invertite, hanno perso un po’ l’orientamento stagionale e tendono a fiorire in inverno se la temperatura lo permette.
L’Haemanthus albidus ha foglie carnose, larghe e piuttosto corte, quando va a riposo le sue foglie verdi (un po’ glauche) non cadono. Il fiore è particolare, una sorta di pennello dalle setole bianche con in sommità le antere gialle.
L’H. coccineus, con il fiore di colore rosso, come suggerisce il nome, ha un aspetto diverso.

La fioritura delle mie piante non è contemporanea, il coccineus mi fiorisce una ventina di giorni prima, e questo mi ha impedito il tentativo di ibridarli.
Ha foglie carnose, più lasse, molto, larghe e molto lunghe, arrivano anche a 50 cm. In primavera ingialliscono e cadono e la pianta sta a riposo fino in autunno quando fiorirà prima di sviluppare le nuove foglie. Importante bagnarli pochissimo nel periodo del riposo.
Se le impollino, tutte e due fanno i frutti con una certa facilità, specie l’albidus; piccole bacche di un colore rosa perlaceo, rosso intenso nel coccineus, che contengono da uno a 3 semi ciascuna.
I semi nascono subito, già nell’inverno, anche in serra fredda con temperature di notte attorno ai 5°. Occorreranno 4/6 anni per arrivare a fiorire.
L’aerale di diffusione dello Scadoxus multiflorus, l’ultimo arrivato, è più esteso di quello degli haemanthus. 

La sua infiorescenza è splendida, un fuoco d’artificio, una  sfera di luminosi fiorellini rossi sorretti da uno stelo più lungo di quello degli Haemanthus. Le foglie sono molto diverse più larghe e più sottili e crescono in altezza, assumendo una importanza decorativa anche quando i fiori sono passati.
Alla mia prima fioritura mi sono dimenticato di impollinarli e non mi hanno fatto frutti e semi.
Tutte e tre le piante descritte hanno esigenze simili e il bulbo si deve lasciare almeno per un terzo fuori terra, , il periodo di riposo è abbastanza lungo. Ricordo che gli haemantus in particolare non amano essere rinvasati troppo spesso.