martedì 4 marzo 2014
Maianthemum bifolium
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
6:45 AM
5
commenti
Categorie: Liliaceae
sabato 10 novembre 2012
Asparagi viola
Hanno una storia i miei asparagi, che parte da mio padre.
I miei genitori coltivavano, tra le altre verdure e fiori, molti asparagi, che io odiavo moderatamente, soprattutto perché da ragazzo era mio compito raccoglierli, e già in quegli anni la mia schiena si lamentava dopo un po’ di volte che mi chinavo per tagliare un asparago con un coltello speciale, che non ho mai più visto; il raccolto giornaliero si aggirava tra i 20 e i 40 Kg.
Dopo cena si preparavano i mazzi da portare al mercato, fino ad oltre la mezzanotte.
Una parte di questi asparagi avevano un colore viola molto speciale, tanto che erano sempre tutti ordinati da ristoranti e da qualche buongustaio.
Queste piante erano arrivate a noi con un percorso strano, quando io non ero ancora nato; mio papà andando a caccia, incontrò un altro cacciatore, si misero a parlare di verdure e orti e questo gli raccontò di certi famosi asparagi viola. Lui, curioso come me e sempre pronto a cogliere ogni novità, non si lasciò scappare l’occasione per avere qualche seme.
Per molti anni questi asparagi a Torino li vendeva solo mio papà.
Diverso tempo dopo scoprì che si chiamava “violetto di Albenga”. Può sembrare strano oggi, ma 50/60 anni fa le distanze erano maggiori, e una pianta particolare poteva essere diffusa in una zona e restare perfettamente sconosciuta a un centinaio di Km. di distanza.
Quando sono mancati i miei genitori il campo di asparagi è stato in breve tempo sacrificato per fare posto al vivaio, ma in un angolo io continuo ad averne 7/8 piante, che hanno a loro volta, una storia speciale da raccontare, ma ora diventerebbe troppo lunga.
Si parla molto di orti negli ultimi tempi, se ne parla troppo, soprattutto trovano spazio per parlarne le persone più improbabili. A livello amatoriale bisognerebbe parlare di più di orto nel giardino, una specie di “orto diffuso”, naturale, non nel senso che non si usano concimi ecc, ma perché non si semina nulla, non si pianta nulla, si raccoglie solo!
Il mio orto è uno di questi, non per chissà quale scelta filosofico-naturalistica, o di permacoltura, ma semplicemente per comodità o pigrizia o tutte e due. In ogni giardino dovrebbero trovare posto 3, 4 piante di asparago, e non importa se non saranno viola; vi daranno un sacco di turioni per ben tre mesi all’anno, e quando si dovrà smettere di raccoglierli per permettere loro di crescere e nutrire le radici, di solito attorno a San Giovanni, i turioni svilupperanno in altezza dei pennacchi piumosi alti oltre il metro e mezzo, che, se inseriti al posto giusto, arricchiranno il giardino.
Da anni non li concimo, non li diserbo neanche, ma quasi magicamente ad ogni primavera rispuntano con caparbietà.
Ritengo sia una delle verdure più generosa e ghiotte, anche semplicemente lessati, poco, e con un filo di olio extravergine, oppure cucinata in mille altri modi.
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
10:53 AM
6
commenti
mercoledì 11 gennaio 2012
Tricyrtis - il giglio orchidea
Case&Country ottobre 2011
Sono passati più di dieci di anni da quando un amico venne a trovarmi portandomi un vasetto con qualche fogliolina che faceva capolino. C'era un'etichetta con scritto “orchidea di terra”; mi disse che era da coltivare come la più conosciuta bletilla.
Tricyrtis hirta 'Matzukaze' 
Tricyrtis hirta in autunno
La osservai mentre cresceva, ed ero sempre meno convinto che fosse una orchidea, fino a quando ho potuto vedere il fiore, e allora è stato chiaro che si trattava di una liliacea, non una orchideacea. Da lì a trovarne il nome passò un po' di tempo.
In questo modo ho conosciuto i tricyrtis.
Ora ne ho quattro diversi tra specie e varietà, e sono tutti splendidi, soprattutto non hanno paura di niente, neanche del gelo più intenso. Quando arriva il freddo gli steli ingialliranno fino a seccare; in primavera, prima che inizino a vegetare occorrerà tagliare raso gli steli vecchi.
I fiori, prevalentemente con tinta ametista, con sfumature diverse e spesso piccole macchie più scure - ma non mancano i gialli - sono portati su gambi un po' esili, alti anche un metro.
Possono stare a lungo nei vasi, ma è nella libertà del terreno che danno i migliori risultati.
I Tricyrtis sono una preziosa risorsa per il giardino autunnale, perchè fioriscono tardi, tanto tardi che spesso le foglie sono già ingiallite dall'autunno pur portando ancora i fiori splendidi. La fioritura si protrae a lungo, può durare più di un mese.
Tricyrtis latifolia
Rispetto alle esigenze non è difficile trovare un posto adatto, possono sopportare il sole diretto ma non soffrono se posti in luoghi ombrosi; in questo caso è bene sostenerli con qualche bastoncino e un filo, perché un temporale potrebbe piegare i piccoli steli. I fiori non sono molto grandi, ed è quindi preferibile collocarli dove si possano osservare da vicino le loro particolarità.
Anche rispetto al terreno sono di bocca buona, solo eviterei di piantarli dove vi possa essere ristagno di acqua. Quando si saranno affrancati potete benissimo dimenticarvi di bagnarli e concimarli.
La loro presenza, meglio se in gruppi consistenti, conferisce al giardino un certo fascino esotico.
Arrivano tutti dall'Estremo Oriente, il primo in Europa pare attorno al 1850.
Oggi è difficile districarsi nella confusione dei loro nomi tra le diverse specie e i molti cultivar, perché negli ultimi anni, dopo oltre un secolo in cui nessuno li conosceva e se ne occupava, sono diventati ambiti dagli amatori, e questo ha spinto gli ibridatori a crearne sempre dei nuovi, aumentando ancor più la confusione.
Tricyrtis tojen
Nelle mostre più importanti ormai ci sono specialisti che offrono decine di specie e varietà diverse.
Case&Country ottobre 2011
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
6:41 PM
6
commenti
venerdì 26 marzo 2010
martedì 23 marzo 2010
Keukenhof (Olanda)
Tempo di tulipani.
Si trova a 35 km. da Amsterdam, e chi ama la fioritura dei tulipani in particolare, ma anche di altre bulbose, almeno una volta ci deve andare. Con l’ombrello, perché piove spesso!




PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
12:12 AM
6
commenti
Categorie: -Orti/Giardini botanici, Liliaceae
lunedì 16 novembre 2009
Ophiopogon Jaburan
PUBBLICATO DA:
signore delle rose
alle
9:42 PM
3
commenti
venerdì 13 novembre 2009
Tricirtis
Altri tricyrtis
Quest'anno l'autunno è stato un po' particolare, le foglie sono ingiallite durante la fioritura.
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
11:09 PM
1 commenti
venerdì 16 ottobre 2009
Tricyrtis Formosana
Il giardino autunnale non è ornato da moltissime fioriture, una liliacea come la Tricyrtis è la benvenuta. Resistente agli abbassamenti della temperatura e molto frequentata dalle api.
PUBBLICATO DA:
signore delle rose
alle
10:33 PM
0
commenti
lunedì 14 settembre 2009
Colchicum autumnale
In primavera spuntano le grandi foglie, che vengono un po' nascoste dall'erba del prato. A fine estate seccano e con le prime giornate fresche, che preannunciano l'autunno, compaiono i fiori, di solito raggruppati a ciuffi; molto belli, sembrano crochi, ma hanno generalmente il gambo più lungo.
E' da considerare pianta velenosa, per i due alcaloidi che contiene: la colchicina e la colchiceina
La colchicina trova impiego in medicina, specialmente in cardiologia.
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
11:53 PM
3
commenti
Categorie: -Fiori, -Piante velenose, Liliaceae
lunedì 20 luglio 2009
Cardiocrinum giganteum
Case&Country maggio 2009
Il giglio gigante
Deve essere allora esageratamente grande oppure piccolo, ma comunque deve uscire dalla normalità.
Sfogliando una enciclopedia botanica anni fa, mi sono imbattuto in uno strano giglio, il Cardiocrinum giganteum. Si sa, i fiori e le piante se non hanno una persona, un oggetto vicino, da una fotografia non è possibile rendersi conto quali siano le loro vere dimensioni. Però, il secondo nome, giganteum, mi incuriosì. Scoprii così che poteva raggiungere i quattro metri di altezza. Un giglio alto quattro metri!
Cercai allora tra i giardini botanici e con i miei scambi ottenni finalmente dei bulbi sicuri.
La primavera successiva cominciarono a svilupparsi le grandi foglie basali, di un bel verde lucido, non bronzo, e poi comparve lo stelo, come un grande turione. Cresceva, cresceva sempre più; mentre cambiavo continuamente il vaso mi chiedevo fin dove sarebbe arrivato, e arrivò fino a 3,40 metri! Questo si che era un giglio gigante
Sullo stelo si contavano 17 grandi fiori campanulati, simili a quelli dei gigli normali, lunghi una ventina di centimetri.
Un’altra sorpresa venne dal profumo: intenso, molto più intenso nelle ore serali e notturne, anche di giorno ma solo quando decideva lui, c’erano momenti in cui si propagava a grande distanza, altre volte, quasi per farmi rabbia specie quando veniva qualcuno a vederlo, non si sentiva per niente, faceva il prezioso.
Purtroppo è una pianta monocarpica, fiorisce una volta sola, poi muore. Come le grandi agavi o i banani, e come loro, di solito prima di morire la pianta sviluppa alla base qualche bulbo secondario. Questi bulbi impiegano, per fiorire, 4-5 anni. Se viene riprodotta per seme, gli anni necessari per produrre lo stelo fiorale diventano anche sette.
La sua coltivazione non è difficile, importante è partire dalla specie giusta, purtroppo chi vende i bulbi non è in grado di distinguerne la differenza tra le tre specie. Appena nascono le foglie se il colore è bronzato siete sicuri che non è il giganteum, ma è ormai tardi per protestare. Ora ho imparato a distinguere la specie dai bulbi, perché le loro scaglie sono leggermente diverse.
Comunque cresceranno bene tutti, anche se con dimensioni diverse. Bisogna interrarli poco, la punta praticamente deve essere a livello del suolo e poi aspettare. Il terreno deve essere tenuto fresco, il problema più grande è difenderli dalle lumache e dalla Criocera lili, un coleottero ghiotto delle foglie di tutte le liliaceae, facile da identificare perché di colore rosso. I miei cardiocrinum non hanno avuto problemi di marciumi e hanno sopportato il gelo; utile e prudente una buona pacciamatura in autunno.
Si possono osservare nei giardini di Villa Taranto dove si sono trovati a loro agio, tanto da riprodursi normalmente.
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
11:16 PM
1 commenti
sabato 13 giugno 2009
Cardiocrinum giganteum
Per tre anni di seguito ho provato a seminare i cardiocrinum con i semi raccolti dalle mie piante (anche quest'anno) . Mai nato uno!
In primavera scopro che sono nati a centinaia attorno alle piante madri, ora - fine maggio - sta spuntando la seconda foglia, la prima dopo il cotiledone. Capricciosi questi semi.
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
8:07 AM
3
commenti
Categorie: Liliaceae
lunedì 27 aprile 2009
Villa Taranto
PUBBLICATO DA:
Renato Ronco
alle
8:40 PM
0
commenti
Categorie: -Fiori, -Orti/Giardini botanici, Liliaceae













