giovedì 11 marzo 2010

Orto botanico di Madeira








































Pioveva sempre, non ho potuto guardarmelo con calma. Vorrei tornarci, ma non è dietro l’angolo

8 commenti:

signore delle rose ha detto...

E' magnifico!
Gli ultimi eventi climatici hanno lasciato il segno anche su questi splendidi giardini?

Niki ha detto...

Ehi! Mi ricorda 'Alice nel paese delle meraviglie'! Posso usare le tue foto per le mie elaborazioni grafiche?
Buon lavoro.
p.s. Io qui non posso fare niente, 30 cm di neve arrivata l'altro ieri mi tengono ancora legata al computer.

Renato Ronco ha detto...

Niki, usa pure le foto per le tue elaborazioni.
Se vuoi te ne mando con una risoluzione migliore, se le usi intere ti chiedo solo di fare una citazione della fonte.
Qui la neve sta andando via in fretta, ma sono molto indietro con i lavori.
Per fortuna abbiamo il computer...

Renato Ronco ha detto...

Signore delle rose, per come ricordo l'orografia del posto, non credo possano essere successi disastri all'orto botanico. Ti racconto una cosa curiosa, come ho detto, nel periodo in cui ero stato, pioveva sempre e tirava un vento... che mi ha rovinato la permanenza. Un giorno sono andato in montagna, con l'auto. Quel giorno, la radio aveva avvisato di non andare in montagna per il rischio di rimanere bloccati dalle frane.
Sulla strada ho incontrato almeno 15 frane, non enormi, ma che comunque interessavano metà della sede stradale.
Io mi fermavo spesso sotto le pareti rocciose lungo la strada, per raccogliere piantine, che ho tuttora a casa. Quella roccia, all'apparenza compatta, ha una costituzione granulometrica particolare, si può sfaldare facilmente, per cui si potevano prendere le piantine con facilità, senza rovinare le radici.
Passavano pochissime auto, rallentavano, mi guardavano e suonavano facendo grandi gesti.
Pensai che biasimassero il fatto che sradicavo piantine, prima di capire che volevano dirmi: "imbecille, non stare sotto le pareti che franano"!

Niki ha detto...

Bè! Forse per loro sarai stato un imbecille, però mi fai pensare a quegli avventurosi (e un po' pazzi) esploratori che, pur di trovare qualche piantina, scalavano montagne e rischiavano la vita. Vuoi mettere con gli 'imbecilli' che sfrecciavano in macchina?

taro ha detto...

Che geometrie! ...a parte il maltempo deve essere stato un viaggio stupendo. E la scacchiera gialla e rossa con che piante l'hanno fatta?

signore delle rose ha detto...

Ti comprendo benissimo, io c'ho rimesso un tendine per raccogliere il pollone di una rosa che ha come ambiente una zona molto ripida e franosa della nostra Carnia. Questo non mi ha impedito di raggiungere l'obiettivo e ritornare, in seguito, sul luogo.

Renato Ronco ha detto...

Taro: la scacchiera rosso/giallo era realizzata con Piantine di alternanthera, una amarantacea di consistenza erbacea. Anni indietro il Comune di Torino la usava molto, ora non più. Quelle di Madeira erano leggermente diverse, come forma delle foglie, da quelle che conoscevo io, ovvio che ho preso un paio di talee, che a fine estate formavano due bei cespi. Con l'inverno le ho perse. Queste piante hanno bisogno di 15° in inverno per sopravvivere, e nelle mie serre queste temperature non ci sono. Peccato.