domenica 8 gennaio 2006

Chi è un giardiniere?

Non è uno che taglia l'erba. Non è uno che pota le piante, ecc. ecc.

Un giardiniere deve certamente saper fare anche tutte queste cose, perché deve avere il contatto con la terra, con le piante, deve "sporcarsi le mani", ma ben di più, altrimenti non è altro che un operaio che svolge lavori di giardinaggio

Per gli inglesi, giardiniere è colui che è capace di comporre, creare un giardino ma deve avere anche una profonda conoscenza delle piante, almeno quelle che impiega nei suoi giardini. Russell Page era un "giardiniere", uno dei più grandi.

Come un artista ha la padronanza dei materiali che usa, così il giardiniere deve conoscere tutti i segreti, le esigenze delle piante e le loro particolarità (colore, trama, sviluppo, ecc.).

Con una complicazione in più perché un quadro o un scultura quando sono terminati è finito il lavoro dell'artista, mentre un giardino è vivo, si modifica continuamente, nelle stagioni e negli anni e bisogna tenerne conto durante l'esecuzione o la progettazione.

In Italia, per dare serietà alla professione del "Giardiniere", il giusto valore, la considerazione che dovrebbe avere, occorrerebbe un Albo dei Giardinieri, ma purtroppo o fortunatamente non esiste.

12 commenti:

aliante ha detto...

complimenti!

iris ha detto...

un giardiniere deve saper aspettare, deve essere drastico, deve osservare ed amare follmente le piante. e' una cosa bellissima che solo chi prova puo' capire!

renato ha detto...

Hai ragione Iris, è una grande ricchezza che si ha quando si amano le piante e la natura. Le piante danno molto. Tradiscono e deludono molto meno delle persone, solo, qualche volta, per nostri errori, gli insuccessi possono lasciarci un po' di dispiacere.

Anonimo ha detto...

Complimenti per il blog. Molto originale.

paesaggioverde ha detto...

RISPETTIAMO I RUOLI!!!!

Condivido totalmente i giudizi espressi sul post
" Chi è un giardiniere? ".
Ma bisogna ripsettare anche i ruoli.
Sappiamo che il giardino è luogo destinato alla coltivazione delle piante ornamentali;
sappiamo pure che giardiniere è chi coltiva un giardino ed anche operaio addetto al giardino;
giardinaggio è l'arte di formare e mantenere per ornamento terreni coperti con piante arboree ed erbacee ornamentali e con decorazioni diverse. Essa esige in chi vi si dedica non solo competenza e diligenza, ma anche gusto artistico e molta esperienza e cautela nella scelta delle piante diversissime, per avere fioriture continuate e fogliame d'ornamento.
Come vedete, ho parlato di diligenza, gusto artistico, esperienza, cautela, ma soprattutto di passione ed amore per il verde, che ritengo, siano i requisiti essenziali di un buon giardiniere.
Non ho parlato, invece, di competenza progettuale per la costruzione del verde, che ritengo, a mio parere, rientra nei compiti del progettista paesaggista. Ad ognuno il suo mestiere!!!!!!.
saluti da paesaggioverde

Renato Ronco ha detto...

Il fatto è che i ruoli si possono confondere a volte, oppure sovrapporsi.
In Italia generalmente quando si parla di giardinieri si intende chi pota le piante, chi taglia l’erba, quando si parla di progettista paesaggista, si intende architetto.
A mio parere sono sbagliate tutte e due le interpretazioni, sono monche.
Giardiniere deve essere, inteso un po’ all’inglese “chi sa di giardino”. Deve quindi sapere come si coltiva una pianta, conoscere e sapere curare le malattie più frequenti, il clima più adatto; conoscere come si sviluppa negli anni, le trame e le colorazioni nelle stagioni che assumono le sue foglie. Sono note indispensabili per progettare un giardino.
A questo punto, con questo bagaglio di conoscenze, si può progettare un giardino, che è come realizzare un quadro, ovvero, riunire forme e colori a secondo del proprio gusto. Anzi, si dovrebbero rispettare anche le aspettative del committente.
L’architetto, se ha solo studiato le materie classiche per ottenere la laurea non ha appreso nulla di tutto questo, ha appreso altre cose dai vari esami di composizione, restauro, storia dell’architettura ecc; utili ma parecchio lontane da un giardino. Poi ci sono gli architetti che hanno studiato all’estero, partecipato a master…
L’ideale sarebbe un architetto/giardiniere, anzi, molto meglio un giardiniere/architetto.
In questa pagine del blog può leggere altre mie opinioni in merito http://rennybus.blogspot.com/2008/12/un-giardino-con-lanima.html
Quando Lei scrive, parlando del giardiniere… Essa esige in chi vi si dedica non solo competenza e diligenza, ma anche gusto artistico e molta esperienza e cautela nella scelta delle piante diversissime, per avere fioriture continuate e fogliame d'ornamento… non sono queste le doti necessarie per progettare un giardino?
La storia dei giardinieri famosi, un Italia e all’estero, si perde nei tempi, quella degli architetti dei giardini è molto più recente.
Per citarne uno, conosciuto da tutti, Paolo Pejrone, architetto, preferisce però essere chiamato giardiniere.
Sono molto pochi i giardinieri e gli architetti eccelsi nel progettare un giardino. In queste eccezioni c’è posto anche per periti agrari e agronomi, che non ho citato e anche altri che non hanno alcun titolo specifico, come i compianti Ippolito Pizzetti e Sir Peter Smithers.
Ho parlato di progettare un giardino. Per grandi parchi può essere un po’ diverso, ma sono molto pochi e perlopiù pubblici, dove è richiesta una laurea per parteciparvi. Parchi con impatto paesaggistico sono ancora meno.
Si trova in edicola il suo libro L’ARCHITETTURA DL VERDE?
Un saluto cordiale
Renato Ronco

paesaggioverde ha detto...

Sappiamo bene quali sono le doti per progettare un giardino.
Ma vede, in tutto il mio percorso lavorativo non ho mai incontrato, almeno nella mia regione, giardinieri con la "G" maiuscola, in possesso di tale qualità.
Io li chiamo pseudo/giardinieri, giardinieri/improvvisati, contadini/giardinieri.
Hanno solo esperienza e competenza di campagna, e lo si denota dal fatto che trattano le piante ornamentali come se fossero olivi o fruttiferi.
Il loro sapere è tutto racchiuso nella potatura (sfegiatura) delle piante, nel taglio dell'erba ed in tutti i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Quasi sempre in passato, venivo contattato da proprietari di giardini, a risanare errori di piantumazione o manutenzione del loro verde effettuati dai signori "giardinieri".
Quanti giardini sono stati distrutti con la pratica della potatura. Ricordo clienti che ancora oggi si disperano per l'esecuzione errata di potatura dei loro pini, dove veniva recisa in modo irreversibile la cima e la parte terminale dei rami apicali, oltre allo svuotamento dell'interno chioma.
Hanno molto spirito di imitazione i nostri giardinieri; oggi và di moda il siepone dei Cupressus Leylandii? e via ad intere residenze trattate con siepi perimatrali di cipressi.
Questi personaggi sono i giardinieri da noi, non so da voi.
Di tutto questo scempio, ovviamente, ne subisce molto il nostro paesaggio, costantemente oggetto di deturpazione.
Se si limitassero a copiare dalla natura.....................
Lei consiglierebbe a qualcuno la progettazione del verde da queste figure? io penso di no.
Ecco il motivo per cui nel mio primo post dicevo: "rispettiamo i ruoli".
Condivido quando dice: "sono pochi i giardinieri e gli architetti eccelsi nel progettare il giardino", come le do ragione!!!
Mi trovo in disaccordo invece, sulla frase dove ha scritto:
" Anzi, si dovrebbero rispettare anche le aspettative dei committenti".
Nel mio libro ho scritto testualmente: " progettare il verde, oltre a rispettare determinate norme tecniche che la stessa progettazione impone, il progettista dovrebbe in ogni caso nel limite del possibile, senza stravolgimenti del progetto, prendere in considerazione i gusti dei committenti, valutarli, e solo se conformi inserirli nel progetto in esame.
Ma questo, è un'altro argomento...............
A proposito, dimenticavo, il mio libro non si trova in libreria, inquanto ho fatto solo una prima stampa con poche copie, e sono alla ricerca di una casa editrice per una nuova ristampa.
Comunque, sarei onorato farle omaggio di una copia, non appena mi trasmette i dati relativi alla spedizione.
A presto risentirla.
Anonio Campeggia

Renato Ronco ha detto...

Lei ha fotografato perfettamente la situazione giardinieri, credo uguale in tutta l’Italia. E’ il mestiere più facile da iniziare. Con pochi euro, necessari per un furgone usato e un tagliaerba, tutti sono giardinieri: cassa integrati, disoccupati, pensionati, ecc. I misfatti che possono compiere, come ha ricordato nelle potature, spesso non sono nemmeno rilevati dai committenti; ma l’elenco dei guai che provocano potrebbe essere molto lungo.
Purtroppo ho conosciuto molti progettisti della stessa capacità, e serietà, come il conoscente che passa da me e mi dice: devo fare il progetto di un giardino, hai delle piante di cui vuoi disfarti?
Diversa è la situazione di un giardiniere coltivatore, produttore di piante. Se non è capace in breve tempo cambierà mestiere.
Il fatto che i preparati, gli appassionati, nelle due categorie siano così pochi, deve indurci a cercare le qualità nei pochi, purtroppo, seri e professionalmente bravi e a sperare in un futuro migliore; deboli segnali ci sono.
Credo che il problema non sia nei diversi ruoli, che io ritengo in parte sovrapponibili, ma consista nella difficoltà di trovare le persone giuste.
Riguardo alle aspettative dei committenti, mi riferivo a privati, perché un giardino in qualche modo pubblico non può essere improvvisato. Deve dare un’immagine di buon gusto e della cultura di un giardino.
Un privato invece ha diritto ad avere il giardino che vuole, anche se ai nostri occhi può parere di cattivo gusto. Sta a noi, che dobbiamo realizzarlo, cercare di convincerli a cambiare idea, smussare gli errori. A me è successo che l’idea del proprietario, sul giardino che voleva, era così lontana dalla mia e così rigida la sua determinazione, da indurmi in un caso, a non accettare l’incarico.
Mi pare che alla fine, ma non poteva essere diversamente, fondamentalmente la pensiamo allo stesso modo.
La ringrazio per il libro, che leggerò con molto piacere.
Renato Ronco
Strada dei Biasoni 39 int. 12 R
10156 Torino
Un saluto cordiale

paesaggioverde ha detto...

Non ci sono commenti da fare.
Ci troviamo in perfetta sintonia e sulla stessa lunghezza d'onda.
In merito al libro che le ho promesso, provvederò domani alla spedizione.
Un cordiale saluto.
Antonio Campeggia

Anonimo ha detto...

concordo pienamente su quanto scritto sia dal Sig. Antonio Campeggia che dal Sig. Ronco. Bisognerebbe creare scuole serie per giardinieri appassionati

paesaggioverde ha detto...

Caro amico;
non è la scuola in quanto tale, la maestra della vita, ma è il lavoro che tu intraprendi, che ti forma, ti perfeziona, ti istruisce.
La scuola ti da una istruzione teorica molto formale, quasi mai associata alla pratica.
Ricordo da giovane, quando baldanzoso, fresco di diploma (sono perito agrario), iniziai a lavorare in vivaio e mi facevo forte del mio titolo di studio, ma.... non riuscivo a distinguere una pianta di pittosporum da una di laurus, suscitando ovviamente ilarità da parte degli operai senza un titolo di studio ma con tantissima esperienza.
Solamente dopo, con figuracce che si susseguivano quasi giornalmente, ho capito che ero una persona in possesso solamente di un pezzo di carta (diploma), ma ciò nonostante non potevo competere con gli altri.
Allora, ho messo da parte le mie arie da professorino, è ho seguito totalmente le persone (operai e tecnici) che mi hanno condotto per mano nell'insegnamento della professione.
E a distanza di circa quarantanni di lavoro, posso dire oggi, senza peccare di presunzione, di essere una persona professionalmente alquanto preparata con competenza sulla vastissima materia del verde.
Pertanto, concludo dicendo, che la scuola è importante, ma lo diventa ancora di più se associata alla pratica ed alla esperienza che si acquista con essa.
Se così concepita diventa una scuola seria... allora condivido la sua opinione.
Cordiali saluti, paesaggioverde

lucrezia ha detto...

ho letto con curiosita' questo post sui giardinieri . e sul lavoro che a volte fa un danno .,e come dice un forumista non se ne accorgono nemmeno .
guardando dalla mia finestra vedo due tipi di lavoro fatto da giardinieri diversi , su un abete , hanno fatto uno scempio .. un lavoro pessimo . alla pianta molto grande hanno diradato i rami ..rendendola misera poi tagliato la punta . che è diventata secca .. a sinistra in un altro giardino il lavoro è stato fatto da giardinieri capaci .. sempre su conifere . pero' del tipo dei cedri .. sono alberi maestosi e vecchi di penso 40 anni o giu' di li' ,, ebbene sono risultati degli alberi veramente armoniosi .. .. un lavoro eccellente. beh comunque so che gli abitabti di quel palazzo sono molto delicati . e vorrei vedere se il lavoro fosse stato mal fatto ,,
mentre gli altri si sono rassegnati .
eppure avevano i macchinari da professionisti tutte e due la squadre ..
forse che l'abete . ( albero di natale) non si presta alla potatura? ho immaginato anche questo .. ..
un altro scempio l'ho visto fuori da una banca , dove avevo rubacchiato delle talee di weighela florida . ora sono bei cespuglioni .
ebbene quella siepe l'ho vista tempo fa , è diventata un groviglio di rami grossi strappati con punte aguzze con pochissima fronda verde sopra -- uno scandalo ..