sabato 4 settembre 2010

Gioielli d'autunno


Cinorrodi di R. rugosa ottenuta da me incrociando due diverse varietà di Rugose. Alcune bacche raggiungono i 4 cm di diametro, sono ideali da conservare sott'olio.



I caratteristici cinorrodi neri, con qualche riflesso bluastro a maturazione sono una prerogativa della R. spinosissima. Nella foto i frutti della varietà 'Single Cherry'


L'immagine propone le bacche della R. canina 'Rossa' che viene spesso usata come portainnesto ed i suoi getti giovani si fanno notare per la brillante colorazione rossa da cui il nome.

Le rose non offrono soltanto fiori e profumo, alcune di esse, a fine estate e fino all'inverno inoltrato, si ornano di splendide bacche dai colori brillanti. Questi frutti non sono utili solo per la bellezza del giardino ma anche per gli animali che se ne nutrono e non dimentichiamo che con i cinorrodi, ricchissimi di vitamina C si possono preparare deliziose marmellate ed un ottimo antipasto mettendole sott'olio.


2 commenti:

taro ha detto...

Sarà un'eresia, ma le bacche delle rose mi piacciono quasi più delle rose stesse. Non sapevo si potessero mangiare. Sono tutte commestibili o solo alcune varietà? Da alcuni anni ormai tendo a potarle presto (...e a malincuore), per non indebolire la pianta ...più che altro sospinto dai consigli di amici e conoscenti. Ma vedendo le tue foto ho la sensazione che tu non abbia questa preoccupazione...

signore delle rose ha detto...

Non è affatto un'eresia, infatti, specialmente le rose botaniche, si prendono una rivincita nel confronto con le rifiorenti, durante l'autunno e l'inverno attirano lo sguardo con le loro bacche laccate e colorate che spiccano sugli sfondi grigi.
A specie diverse corrispondono anche forme e colori di bacche diverse e quindi motivo di curiosità e di interesse botanico. Nelle rose rifiorenti conviene togliere le bacche per favorire ulteriori fioriture. Nelle rose 'selvatiche' meglio definite botaniche la fioritura è una soltanto (tranne pochissimi casi) e quindi le piante possono sopportare lo sforzo della produzione dei frutti e dei semi. Sono poche le rose che offrono frutti utilizzabili in cucina in confronto alle rose esistenti. Il cinorrodo edule deve essere carnoso, abbastanza grande, maturo e non fibroso.