mercoledì 6 ottobre 2010

Il tè nel giardino

Case&Country settembre 2010

E' una camelia la pianta del tè, Camellia sinensis, e pare che la prima sia arrivata dalla Cina solo nel XVIII secolo.

















I fiori sono bianchi, decisamente più piccoli di quelli delle camelie che siamo abituati a vedere nei giardini. Un gran numero di stami gialli contribuisce alla bellezza delicata dei suoi fiori. Le foglie persistenti, di colore verde intenso e un po' coriacee non fanno certamente pensare al contenuto delle bustine del tè pronto per l'utilizzo.
In Italia si tentò la sua coltivazione, specie presso i grandi laghi del nord, anche selezionando varietà più resistenti al freddo come la Camelia thea ticinensis. Le piante prosperavano bene, ma non si sviluppò la coltivazione per scarsi risultati economici; non poteva competere per qualità, ma soprattutto per i costi di lavorazione con i tè orientali.
Da un po' di tempo i soliti profittatori, sempre alla ricerca di qualcosa da proporre per allettare facili guadagni, dopo l'allevamento dei cincillà e la coltivazione del ginseng, contattano contadini proponendo contratti con guadagni favolosi per iniziare coltivazioni di questa pianta. In realtà il loro unico interesse è di vendere le piantine ad un prezzo esorbitante.
Non vorrei smorzare l'entusiasmo di qualcuno, ma le delusioni e la perdita di tempo e denaro, sono molto peggio.
Al di là di trovare zone con un microclima adatto a queste piante, la sua coltivazione non potrebbe mai diventare redditizia.
La raccolta, manuale, consiste nello staccare con le unghie le ultime 2/3 foglioline in crescita, poi viene la lavorazione del prodotto, diversa per i vari tipi di tè. Occorre esperienza e professionalità nella preparazione dei vari tè, i più diffusi sono il verde e il nero, ma ve ne sono molti altri, come il tè oolong, il bianco, il giallo il postfermentato, i tè aromatizzati; e qui si può dare spazio alla fantasia. Tutti questi tè sono prodotti dalla medesima pianta; saranno le operazioni successive a differenziarne la qualità.
Molti anni fa ho visto queste lavorazioni nello Sri Lanka (Ceylon) e mi sembra comunque che non si possano improvvisare
La coltivazione è facile, come una qualsiasi camelia, tenendo conto che queste piante amano un terreno piuttosto acido e posizioni un po' fresche. I semi, molto grossi, germogliano con facilità, occorre solo aspettare un paio di mesi. Le piante sopportano qualche grado sotto lo zero, ma quando la temperatura si abbassa oltre i -5/6° per lunghi periodi, si rischia di perderle.
Per avere un tè gustoso dopo la raccolta bisogna fare appassire e arrotolare le foglie che successivamente dovranno subire una fermentazione. Queste operazioni, svolte in modi diversi, daranno prodotti molto differenti.
Raccogliendo le foglie e facendole semplicemente essiccare, si avrà una bevanda che solo lontanamente ricorda il tè.
In Marocco, ma non solo, si usa aggiungere al tè, verde in questo caso, abbondanti foglie di menta dolce Mentha viridis, dal gusto più delicato della menta piperita, un cultivar coltivato per ricavarne essenza.

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