lunedì 25 marzo 2013

Le euphorbie per il giardino

Case&Country gennaio/febbraio 2013
Un vastissimo genere quello delle euphorbie, tanto che hanno la “loro“ famiglia: le euphorbiaceae.

Euphorbia griffithii
Raggruppa piante spesso esotiche e sensibili al freddo, ma che possono essere molto diverse tra loro; tra le più conosciute l'Euphorbia candelabrum o eritrea, una succulenta che può raggiungere discrete dimensioni.
Le accomuna la forma particolare del suo fiore, che si chiama ciazio, per la presenza di brattee più o meno grandi e colorate, come nel caso della stella di Natale.
Euphorbia martini
Il vero fiore è formato da un ovario supero, con un unico stilo circondato da più stami. Sovente i singoli fiori sono riuniti in infiorescenze di vario tipo.
Ogni fiore produce tre semi separati, e questo spesso è un guaio perché le euphorbie, disseminandosi spontaneamente, tendono ad essere invadenti; lo sanno bene i vivaisti, che conoscono l'E. helioscopia o calenzuola,  una piccola erbacea estremamente invadente che sta colonizzando tutti i vivai.
Euphorbia caracias
È bene ricordare che sono piante da maneggiare con cautela, perché tutte, appena subiscono un trauma qualsiasi, dal taglio di un ramo allo staccare una foglia,  emettono un lattice bianco che si rapprende al contatto dell'aria. Questo lattice, di composizione chimica complessa, può essere irritante per la pelle, soprattutto per gli occhi. Non esiste il pericolo per l'ingestione, perché anche se un bambino incuriosito lo porta alla bocca subito lo sputerà, per il gusto cattivo e perché il contatto con la mucosa è caustico.
Ora voglio parlare di tre sole specie,  perché particolarmente adatte ai nostri giardini.
Al primo posto, per la sua diffusione dovuta al fatto che è la più conosciuta dai giardinieri e progettisti di giardini,  troviamo l'E. caracias.
Euphorbia caracias

La caratteristica saliente di questa specie è data dalle grandi infiorescenze dal colore giallo/verde, un po' insolito per i fiori. Arbusto sempreverde, anzi, sempregrigio, perché le sue foglie lineari hanno una tinta tra il verde e il grigio. Fiorisce sui rami di due anni ed è buona regola tagliare le infiorescenze dopo la fioritura, per due motivi: le infiorescenze seccando sarebbero brutte a vedersi, inoltre si eliminano i semi altrimenti nascerebbero euphorbie dappertutto. Può raggiungere l'altezza di 1,30 metri. Tagliando i rami sfioriti è bene partire dal basso, per evitare la vistosa “pioggia di lattice” conseguente ad ogni taglio.
È la più precoce delle tre specie nella fioritura, che nelle posizioni favorevoli inizia a fine inverno.
L'euphorbia martinii è un po' simile alla caracias, di sviluppo più contenuto e con la vegetazione giovane con sfumature rossicce. La differenza consiste nelle vistose ghiandole nettarifere di colore rosso al centro di ogni fiore.
Euphorbia griffithii 

L'E. griffthii è una specie esotica e erbacea, più tardiva nella fioritura, può raggiungere il metro in altezza, con steli eretti e foglie con nervatura centrale evidente. La fioritura, in particolare nel cultivar 'fireglow' è di uno spettacolare arancio rosso.

2 commenti:

taro ha detto...

Che colori!! Io conosco un po' solo le Euphorbie africane tipo succolente... purtroppo le trovo tutte molto delicate, infinitamente più dei cactus e dopo un anno o due le perdo. Ci ho rinunciato da tempo, ma ho la sensazione che quelle del tuo articolo siano molto più gestibili, soprattutto perchè dalle foto mi sembra che crescano addirittura con i piedi per "terra"!!!

verderame ha detto...

ho sempre amato le euphorbie selvatiche,quelle che ora popolano e ingentiliscono gli argini di Piave e Livenza. Da piccola cercavo di usare il loro "latte" come colla per i miei esperimenti, sarà per quello che tra quelle che proponi mi piace tanto l'euphorbia martini.
ciao Marina