giovedì 21 febbraio 2013

Helianthus tuberosus

Case&Country gennaio 2012
In questa stagione sulle bancarelle si notano ancora, tra le altre verdure, i tuberi un po' bitorzoluti dell'Helianthus tuberosus, sinonimo H. esculentus.

Topinambur per i francesi, per gli italiani, mancandone uno appropriato, i nomi si  sprecano: rapa tedesca,  tartufo di canna, patata selvatica, girasole tuberoso, pera di terra, ciapinabò per i piemontesi.
E' originario del nord America, dove pare fosse già coltivato dai nativi prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo, ma è da considerare ormai specie naturalizzata sul nostro territorio.
Pianta facile, ricresce da sola ogni anno dal più piccolo tubero rimasto dimenticato nel terreno, è una grande soddisfazione vederla crescere e fiorire, visto che può superare due metri e mezzo di altezza. Il suo spirito colonizzatore la porterà con il tempo a diventare invadente. Si adatta a tutti i terreni ed esposizioni, preferendo comunque quelli sciolti, meglio asciutti che troppo umidi. Qualcuno li avvicina alle patate, a mio avviso sono completamente altra cosa, a partire dal fatto che sono squisiti anche consumati crudi. Il loro sapore è più dolce, inoltre non contiene amido ma è ricco di sali minerali.
In Piemonte la tradizione li affianca ad un piatto molto particolare: la “bagna caoda” tradotto letteralmente sugo caldo: particolare antica ricetta popolare ora nobilitata, a base di aglio - tanto - acciughe e olio. La quantità di aglio e i problemi che si porta dietro chi lo mangia ne limitano il consumo a poche ma grandi scorpacciate.

Esiste una varietà con il tubero rosato, il gusto cambia di poco, anche se io preferisco il bianco. La sua rusticità e vigoria nel crescere, suggeriscono di limitarne l'impianto in zone marginali e di difficile coltivazione.
Quando si parla di helianthus il pensiero corre all'Helianthus annuus da tutti conosciuto come girasole. 
Riveste grande importanza, soprattutto per l'olio che si ricava dai suoi semi, enormi margheritone gialle, portate su fusti che superano i due metri di altezza. Il nome rivela la caratteristica dei suoi fiori di essere sempre orientati ordinatamente verso il sole (eliotropismo positivo). Questi grandi fiori hanno, al pari di quelli dei papaveri, colpito l'immaginazione di pittori e fotografi; famosi i diversi quadri di Van Gogh che per l'appunto li ritraggono.
Negli ultimi anni sono stati selezionati cultivar con sviluppo molto contenuto, più facili da utilizzare nei giardini. Come suggerisce il nome latino questa specie ha un ciclo annuale.

Helianthus salicifolius
Esistono altre specie di helianthus, alcune particolarmente adatte per l'uso nei giardini, una che io trovo speciale è l'H. salicifolius, dalle foglie sottili e lunghe che conferiscono alla pianta, alta quasi tre metri, un aspetto morbido e particolare.
Tutte sono facili da coltivare, in qualsiasi terreno, con le specie annuali non si corre il rischio dell'invadenza.

6 commenti:

marcella ha detto...

A me i tuberi di topinambur, mangiati lessi, ricordano il gusto dei carciofi; e per i fiori occorrerà pazienza, bisognerà aspettare che arrivi settembre.

PattyLoc ha detto...

Renato, si possono semplicemente interrare i tuberi comprati al mercato per provare a coltivarli?

Renato Ronco ha detto...

Si, puoi semplicemente interrarli 5/6 cm. sotto. Tieni conto di lasciargli almeno un paio di mq. a disposizione e che potranno superare i due metri di altezza.
Facilissimi da coltivare, sarà più difficile liberartene quando ne sarai stufa!

PattyLoc ha detto...

Non sono molti gli ortaggi da poter conservare nell'inverno, perciò proverò a cercare un angolo adatto per interrarli e poterli controllare. Grazie!

taro ha detto...

Ho un piccolo orticello di topinambur, inutile dirlo, regalati da Renato... che non ci crederete, ma sono una delle più grosse soddisfazioni del mio giardino.
Ogni anno terminata la stagione vegetativa, aspetto che si secchino e li taglio a livello del terreno. Poi poi aspetto fiducioso l'inverno e a fine dicembre scelgo una giornata fredda ma asciutta per andarli a cercare armato di una pala. I più grossi li raccolgo, i piccoli li sotterro e mi rintano al caldo, di solito in un'atmosfera natalizia, per salterli in un pentola a fettine sottili, burro e un po' di aglio..... deliziosi! Il miglior regalo del Natale. ;D

lucrezia ha detto...

dalle mie parti queste piante endemiche che producono un tubero come ortaggio culinario pochi lo sanno . .
in certi supermercati a volte viene esposto , ma non ha nolto successo. comunque il sapore delicato del tubero non si discute.
d'altra parte conosciamo moltissimo la pianta poichè si è naturalizzata negli argini dei ruscelli . io l'ho sempre vista anche da bambina , infatti raccoglievamo i fiori per farne mazzi da vaso . senza il sospetto che sotto ci fosse un tubero commestibile . non l'ho mai sentito dire da nessuno ,tanto che saputa la qualita' della pianta cascano tutti dalle nuvole . non lo so perchè .anche il nome topinambur pochi lo conoscono .
proprio all'inizio dell'autunno andando per campagne a camminare ho avuto il piacere di vedere sterminate piantagioni di questi fiori gialli. che mi ricordavano la mia infanzia . i fiori pero' sono un po' diversi da quelli che ho visto in foto postai sopra il post .
hanno piu' petali. le foglie tomentose con purtroppo i segni ell'oidio .
provai a seminarle nel mio orto . ma ne venne fuori una piantagione .: casse di topinambur. dovetti estirpare i tuberi : sviluppano piante incontenibili . pero' interessanti . .
io preferisco aquistarle saltuariamente se ne vedo esposte nei super .