lunedì 8 agosto 2011

Amarezza, sconforto…

Venerdì 5 agosto 2011.

Per un po' di tempo mi ricorderò di questa data.
Una grandinata terribile, non tanto fitti i chicchi, ma grandi come uova, anche più, insieme ad una montagna di acqua.
Ha continuato per una mezz'ora, tritando tutto, spaccando rami, il tetto del magazzino, tegole, centinaia di vasi, con le piante dentro. Io con l'ombrello che cercavo di riparare quel che potevo, che sistemavo la rete antigrandine che aveva ceduto al peso della grandine, che cadeva tra gli ombrai in tutte le direzioni, rimbalzando sulle reti. Per un attimo ho pensato che era uno spettacolo, peccato non averlo potuto filmare.

Dopo che il secondo ombrello è stato distrutto dai chicchi giganteschi, ho desistito, passando ad asciugare la casa dall'acqua che entrava da tutte le parti.
Ho però fatto qualche foto il giorno dopo.






Quel che è rimasto dei cetrioli





Si intuisce appena la sagoma di quel che rimane di una foglia di Victoria cruziana. Il diametro "era" di un metro e 60 centimetri.

Lo stradino, ricoperto da un tappeto di rametti di pino e strobili.


Vasi distrutti, questo ha il diametro di 30 centimetri.












Aceri


Il laghetto con le nimphee rustiche
Il giorno dopo, la natura ferita riparte con questo fiore coraggioso.

7 commenti:

aboutgarden ha detto...

ecco di nuovo messa a dura prova la fatidica "pazienza del giardiniere", poi tutto va avanti e si ricomincia, ma che peccato le tue magnifiche Victoria...
un saluto

simonetta

Anonimo ha detto...

che peccato!!!! mi dispiace molto per le tue piante, ma vedrai che :: la natura distrugge, ma aggiusta anche. ciao Maria

Marta nell'orto ha detto...

Peccato, sembra che ci sia stata una guerra... la foto della victoria regia è sconvolgente

signore delle rose ha detto...

So cosa vuol dire una esperienza del genere. Si è in ginocchio e non si hanno lacrime nemmeno per piangere. Periodicamente, ogni 6 o 7 anni, anche dalle mie parti si abbatte questo flagello e si vedono vigneti abbattuti pescheti ridotti a brandelli. Ci vogliono almeno 2 anni di sacrifici per riprendersi. Se è vero che essere giardinieri vuol dire essere ottimisti e accettare la natura nella sua interezza, bisogna ricominciare cercando di trasformare un'evento negativo in una evoluzione, quasi fosse una rinascita.
I migliori auguri di una ripresa il più veloce possibile.

recuperocose ha detto...

Mi spiace molto, sembra un bombardamento, la natura da gioiie e dolori ciao Rosita

taro ha detto...

Incredibile! Sembra ti abbiano bombardato il giardino! Non ricordo niente di simile in tutta la vita. Ho visto grandinare, ma non ho mai presenziato tanti danni. Certo che in un giardino come il tuo un evento di queste dimensioni lascia un segno molto più evidente che in un giardino qualsiasi...

Anonimo ha detto...

Madonna Rennybus, che disastro!!!
mi spiace tantissimo, non ci voleva proprio.... coraggio besos Robi