giovedì 5 febbraio 2015

Illicium

giardinaggio novembre 2014  
Non sono molti che li conoscono, ma se parliamo di “anice stellato” sono certo che ad alcuni verranno in mente i loro frutti secchi, aromatici, che si possono trovare in erboristeria. Nulla a che vedere con l’anice vera  (Pimpinella anisum).
 Sono, piante  così particolari che hanno una famiglia solo per loro: le Illiciaceae.
Pare siano 42 le specie di illicium in natura, io ne ho solo 4, ma vi assicuro che è già una collezione.
Mi manca il vero anice stellato (Illicium verum), che proviene dall’Estremo Oriente, i suoi piccoli fiori di colore rosato precedono i frutti ed è l’unica specie che può essere usata, con moderazione, come spezie in cucina, tutte le altre sono da considerare tossiche.
Illicium anisatum
 All’inizio della  primavera mi fiorisce regolarmente l’I. anisatum, simile al precedente, con la medesima provenienza orientale, ma i fiori sono di colore  bianco crema.
Anche l’americano I. floridanum mi fiorisce, ma con un leggero ritardo rispetto al precedente e I suoi fiori, leggermente più grandi, sono di un bel rosso intenso.
Sto aspettando la fioritura dell’I. Henry; il suo fiore dovrebbe essere rosa carico.
Queste tre specie  sono da considerare più arbusti che alberi, superando di poco i 3 metri di altezza.
I fiori sono insoliti e molto belli, con colori dal bianco al rosso, la forma è simile, con i petali disposti a stella e aspetto ceroso. Le dimensioni vanno dai 2,5 ai 4 cm.
L’ultimo arrivatomi è l’l. parviflora. Pare sia quello che può svilupparsi di più, raggiungendo, nelle condizioni favorevoli 15 metri di altezza. Le sue foglie, come colore e consistenza, sono simili alle altre 3 specie precedenti ma più grandi, larghe 3 cm. e lunghe 15. I suoi fiori, color crema/giallo, dovrebbero essere notevolmente diversi come forma dai precedenti e meno interessanti.
Nell’aspetto generale sono tutti abbastanza simili, sempreverdi, con foglie coriacee lisce e lucide. Le foglie di tutte le specie se strofinate emanano una gradevole fragranza di spezie, diversa una dall’altra.
Illicium floridanum
La nota dolente arriva quando si parla di coltivarli; non sono piante facili.
Le loro radici amano la libertà; costretti in vaso dimostrano di provare qualche fastidio, soprattutto per il controllo dell’irrigazione. Certamente non amano i ristagni d’acqua, che facilitano lo sviluppo di funghi patogeni sulle radici, e nei contenitori non è facile bagnare bene.
Altro dubbio viene dal fatto che pare siano sensibili ai freddi intensi, non ho ancora provato a piantarne qualcuno nel giardino, lo farò non appena avranno raggiunto un certo viluppo. 
Devo dire che le piante più grandi che conosco si trovano nei Giardini Botanici di Villa Taranto, e se pur in posizione non particolarmente protetta, hanno superato con leggerezza molti inverni gelidi.
Gli va bene il sole e anche un po’ d’ombra, ma il terreno deve essere fresco e drenante, meglio non alcalino.
Le talee, semilegnose, con un po’ di pazienza attecchiscono.

1 commenti:

taro ha detto...

E chi l'avrebbe mai detto!! Mi sono chiesto spesso da che pianta arrivassero i frutti secchi che uso per farmi le "infusioni all'anice", anche se a dire la verità non mi sono mai preoccupato tanto. Immaginavo si trattasse di una qualche "anis" e poi oggi scopro che non solo non è una umbellifera, ma nemmeno un erba! Grazie per l'articolo e complimenti per le piantine del tuo vivaio!!